“Stiamo puntando su scelte che vanno nella direzione di non tagliare le spese per il piano straordinario del lavoro, per l'istruzione, la ricerca e le infrastrutture”.
Lo ha dichiarato Giorgio La Spisa, Vice presidente della Regione Sardegna e Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, rispondendo alle domande di Luigi Coppola in un’intervista che pubblicheremo per intero nel numero di Dicembre de “il Messaggero giornale dei Sardi nel Mondo online”.
Le cifre del documento contabile, fondamentale per il funzionamento della Regione e il rilancio dell'economia, sono crude e chiare: manovra da 6,8 miliardi di euro di cui 2 miliardi e mezzo di spese obbligatorie e 3 miliardi e 700 milioni per la Sanità. Restano da gestire e distribuire per le diverse competenze assessoriali solo 600 milioni di euro circa.
L’assessore La Spisa che si appella al senso di responsabilità e di coesione delle forse politiche si dice “fiducioso sul fatto che saremo capaci di convergere su idee e progetti che possano dare un contributo positivo al rilancio della Sardegna”.
“Stiamo salvando l'Università sarda – ha proseguito La Spisa - dalla decadenza decretata dai minori trasferimenti statali e siamo la regione italiana che investe di più' nella ricerca. Ci stiamo facendo carico degli oneri della continuità territoriale e abbiamo avuto riscontri molto positivi dall'intervento sul trasporto marittimo. Stiamo accantonando le risorse necessarie per la nostra partecipazione al progetto del metanodotto Galsi e abbiamo avviato interventi nelle aree di crisi di Tossilo, Porto Torres, La Maddalena, Sulcis e Oristano”.
“La vertenza entrate – ha detto l’assessore rispondendo a una domanda sulla situazione delle casse regionali - è un’incompiuta che a fatica, ma tenacemente, stiamo cercando di portare a compimento. La modifica dello Statuto era stata fatta a suo tempo per entrare in vigore nel 2010. Oltre questo il Governo Prodi non aveva concesso un corrispondente adeguamento dei limiti del Patto di Stabilità. Due aspetti non risolti all'origine. Abbiamo attraversato due governi. Il nostro contenzioso – ha sottolineato La Spisa - non è verso un governo ma verso lo Stato. Nella manovra 2012 prevediamo l'iscrizione di tutte le entrate previste per rinnovare l'attualità di questo nostro diritto”.









