Vi invio, in allegato, una poesia da pubblicare sul Messaggero sul tema tanto attuale dei precari e dei disoccupati. Mi sembra questo il problema più importante della nostra società, e soprattutto della nostra Sardegna. Anch'io ho un figlio disoccupato, qui a Torino.
Luigi Pinna - Torino
LAVORATORI SENZA SPERANZA
Voraci sanguisughe
han razziato a man salva
e dissipato,
per infami profitti,
e insani progetti,
i beni della terra,
le sostanze comuni,
e dalle loro mense
lautamente imbandite
più nemmeno le briciole
avanzan per sfamare
turbe di mendicanti,
mentre a noi è negato
anche il sacro diritto
a un onesto lavoro,
e al godimento lecito
dei suoi sudati frutti.
Per noi non c’è speranza
di un futuro sereno
che ci schiuda le porte
per un mondo migliore.
Siam figli senza volto
e senza nome,
esclusi dall’umana convivenza,
e con la calpestata dignità.
Non lasciarci, Signore,
abbandonati ai margini
di questa ingiusta società,
le mani sempre tese
ad aspettare invano
l’invocata porzione,
da Te chiesta per tutti
al Padre ch’è nei cieli,
del nostro pane quotidiano.
(Luigi Pinna)









