"I pastori facevano suonare all’alba i bidoni del latte, l’incontro era davanti alle scuole ancora chiuse, ragazzi grandi la facevano tutta a piedi passando per la scorciatoia con molti cani che abbaiavano, noi chiedevamo un passaggio. L’aria era frizzante ma non fredda nel cassone del camioncino, venivamo scaricati come bestiame al bivio, a Omadou: mi manca quell’aria e i moscerini come proiettili, manca a tutti quell’aria: si respirava. Da li era a piedi, pochi erano i pastori con l’ovile in quella salita, niente passaggio. Si arrivava sopra ma niente caffelatte con biscotti fragranti se non si andava a messa; allora si faceva finta. Chi tagliava, chi seguiva il sentiero e chi ne seguiva un altro: era gara a chi arrivava primo in cima. Fammi suonare la campana della Chiesa, ora tocca a me, aspettiamo fuori e appena finisce la funzione si torna giù a fare colazione. Manca a tutti quella colazione. Tutti abbiamo l’aria e tutti abbiamo la colazione ma ai miei amici e ai loro amici di Sarule e Orani manca quella”.
Pierpaolo Falchi









