L’emigrazione sarda in Olanda è in lutto per la scomparsa di Bruno Fois, storico fondatore e per 20 anni presidente del circolo “S’Argiola” dell’Aja e per molte legislature attento, attivo e propositivo componente della Consulta regionale dell’Emigrazione.
Originario di Senorbì, paese al quale è stato sempre molto legato, Bruno Fois era emigrato in Olanda alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso. Era poco più che ventenne. Si era stabilito con altri emigrati sardi nella zona dell’Aja e si era specializzato in lavori edili di alta precisione. Grazie alla sua voglia di imparare e al suo scrupolo professionale non aveva difficoltà a trovare lavori. Non conosceva la parola sacrificio, ma lavoro e impegno. Una volta raccontò che con altri sardi, con cui formava una squadra, facevano i pendolari e andavano a lavorare nella vicina Germania perché i tedeschi pagavano meglio degli olandesi.
Come hanno scritto i familiari nel biglietto con cui comunicano il decesso, avvenuto nell’ospedale di Gauda, “E’ venuto a mancare un Sardo…”. Perché Bruno Fois era orgoglioso delle sue origini e aveva trasmesso questo amore per l’Isola anche a figli nipoti e pronipoti.
Quando ancora non era stato costituito il circolo de l’Aja Bruno Fois e gli altri sardi della zona si riunivano nella casa di Giovanna Aymerich Ten Raa, una nobildonna cagliaritana sposata con un alto ufficiale della Marina olandese che condividevano l’amore per la Sardegna. E proprio in quella casa che Tullio Locci, per incarico dell’assessore di turno, consegnò l’atto costitutivo del nuovo circolo che si chiamò “S’Argiola” (l’Aia in sardo) che poi venne ospitato in un locale che Bruno Fois e i suoi amici restaurarono e Giovanni Aymerich, che era una bravissima pittrice, affrescò con immagini della Sardegna rurale.
Bruno Fois è stato per molti anni un componente della Consulta dell’Emigrazione attento, critico, propositivo, non amava le sterili polemiche ma preferiva suggerire proposte concrete.
Al termine della passata legislatura annunciò la sua decisione di voler passare il testimone.
Ai tre figli Gabriella, Elio e Salvatore e a tutta la famiglia le più sincere condoglianze del Messaggero sardo che lo ha visto impegnato in tante lotte in difesa degli emigrati e della Sa