I vertici di Confindustria Sardegna e CGIL, CISL e UIL si sono incontrati a Cagliari per confrontarsi sulla situazione economica e politica e hanno concordato di lavorare insieme, coinvolgendo anche le altre parti sociali, su una proposta di progetto di sviluppo per la Sardegna. Un progetto – è detto in un documento congiunto - che non sia il risultato di tavoli gestiti dalla Regione, ma sia il frutto del lavoro e della condivisione di tutte le Parti Sociali che verranno invitate a dare il loro fattivo contributo.
Le Parti Sociali hanno condiviso come il perdurare della crisi stia mettendo a dura prova la tenuta del sistema produttivo regionale già provato da molti anni di politiche incoerenti e spesso inconsistenti, e da mancate riforme. Le vicende degli ultimi giorni non hanno fatto che aggravare il quadro complessivo.
Confindustria – CIGL, CISL e UIL regionali hanno fortemente criticato il mancato riconoscimento dei trasferimenti nazionali e la non assegnazione dei fondi FAS, risolta solo in parte dalla tardiva riunione odierna del CIPE.
Al centro dell’incontro anche le criticità sul fronte dei trasporti e della continuità territoriale merci e passeggeri.
Le Parti hanno espresso forte preoccupazione di fronte ai ritardi della spendita delle risorse comunitarie e a politiche energetiche e di infrastrutturazione inconcludenti.
Particolare attenzione è stata riservata alla politica industriale contraddistinta da una gestione delle emergenze deficitaria incapace di dare stabilità e solidità ad una base produttiva moderna e vitale.
Il quadro che emerge è sconfortante.
Confindustria e CGIL, CISL, UIL regionali sono convinti che imprese e lavoratori stiano facendo la loro parte esprimendo vitalità e impegnandosi quotidianamente per dare il loro contributo ad una ripresa che sembra però lontana.
Le prospettive di tagli sul bilancio regionale per 800 milioni di euro configurano una situazione sarda che rischia di diventare insostenibile e ciò richiede un intervento immediato.
Confindustria e CGIL, CISL, UIL regionali concordano che questo non possa essere fatto senza un Patto tra e con le parti sociali costruito però su basi totalmente diverse da quelle che sono state poste dalla politica. Pongono l’esigenza di un “cambio di passo” e di atteggiamento.









