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«La foresta non c’è più. Così come le vigne, gli uliveti. Eppoi case e aziende agricole distrutte e animali uccisi dal fuoco. Ventimila ettari di cenere. Nei 13 centri dell’Oristanese colpiti dall’incendio andato avanti per tre giorni si comincia a fare la conta dei danni. Per il momento nulla di ufficiale anche se qualcuno ipotizza una cifra superiore al miliardo di euro. Una prima ipotesi dato che dovrà essere effettuato il censimento di tutto ciò che è stato distrutto dal fuoco alimentato dai 40 gradi di temperatura e dal vento». (Davide Madeddu, “Il Sole 24Ore”, 27 luglio 2021).
Queste righe ben sintetizzano la tragica situazione che si è creata nei 13 paesi del Montiferru in cui i recenti paurosi incendi hanno apportato danni al patrimonio ambientale generale (boschi, terreni, animali, case), che non sono quantificabili solo in termini di perdita di valori economici ma anche di annientamento di un conosciuto, familiare “paesaggio umano” che sarà impossibile ricostruire.