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Lorighittas
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Culurgionis
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Malloreddus
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Lorighittas
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Tilicas
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Porcetto
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<Suppas e minestras de is chent’annos
Nel libro, Ein New Kochbuch, di Marx Rumpolt, 1581, l’autore descrive una zuppa che prevede ben 19 ingredienti. Questa zuppa di origine iberica viene cucinata in un recipiente di terracotta “olla” che etimologicamente significa pentola imputridita, o, marcia, maleodorante. Il recipiente non serviva solo per cuocere bolliti o stufati, ma anche per cucinare altri ingredienti come i minestroni di verdure. L'olla, pot romano, aulla, aula, recipiente di terracotta, ceramica, vaso spesso non smaltato, era usata nella Roma antica per la cottura e la conservazione dei cibi. Il recipiente veniva utilizzato oltre che per cucinare stufati o zuppe, anche per contenere le scorte di acqua, ingredienti secchi e pare fosse impiegato anche come urna per contenere le ceneri di cremazione dei corpi. Le, ollas, hanno il collo corto e largo con la pancia più ampia, simili alle pignatte usate in America “Beanpots” o a quelle usate in India nel 1783 a Nawab Asaf-ud-Daulah, durante la costruzione di Bara Bara (Imam Moschea), dove si cucinava il cibo per la manovalanza dentro a grandi pentoloni d’argilla, chiamati “Handis”, la cui imboccatura veniva chiusa con un coperchio d’argilla e sigillato con un impasto a base di farina per impedire al vapore di fuoriuscire. Si parla di, olla podrida, nel “Bazar di novità artistiche, letterarie e teatrali di Milano” del 1843, dove “Thierry né la storia delle Gallie” scrive: … “e con questo metodo si ha la più magnifica storia, cioè la più magnifica Olla Podrida che l’Aragona, l’Andalusia e la Catalogna abbiano mai cucinato”.