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Lorighittas
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Culurgionis
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Malloreddus
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Lorighittas
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Tilicas
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Porcetto
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Sa petta o petza imbinada cun sa salza
Questo antico piatto fa parte della cucina agropastorale dell’Isola, in particolare della zona di Suni (alto oristanese) e di tutto l’altopiano della Planargia. Area che da sempre vive dei prodotti derivati dall’agricoltura e dalla pastorizia. Tradizionalmente, i pastori allevano il bestiame allo stato libero sui prati incontaminati del territorio, che oltre a fornire il latte vaccino od ovino, dal quale si produce il - casizolu -, con la sugna - ollu de porcu - dei maiali i condimenti e con la carne infine si preparano succulenti pietanze. Fra le tante, quella della - petta o petza imbinada cun sa saltza - piatto tipicamente invernale a base di carne di maiale, battuta a coltello o tritata, come avviene per la pasta della salsiccia, fatta macerare per diversi giorni nel vino, anche fino a una settimana, poi servita una volta cotta con la sua salsa. Si narra che molto tempo fa, quando in Sardegna avvenivano i furti di bestiame (ma potrebbe essere una leggenda), per nascondere la carne macellata ai ladri, i pastori la stivavano dentro a delle botti o mastelli di legno colmi di vino, onde evitare che andasse in putrefazione. Probabilmente era il metodo di conservazione più indicato, oltre a quella dell’essiccazione, quello sotto sale o quello degli insaccati, anche perché all’epoca questi erano i metodi naturali, essendo sconosciuta la tecnologia del freddo.