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Novità in libreria

Il cappucino Fra Lorenzo Pinna

 Si intitola "Fra Lorenzo" il libro scritto da don Eliseo Lilliu, e dedicato alla figura di Fra Lorenzo, il mitico cappuccino nativo di Sardara, autore del più famoso Presepio che sia mai stato realizzato in Sardegna, visibile per tutto l'anno nel convento di via Sant'Ignazio a Cagliari.

Eliseo Lilliu non ha fatto una semplice biografia, ma si è spinto molto più in là e leggendo con attenzione le prime pagine del libro si ricava la netta sensazione che l'autore abbia messo in campo tutte le sue conoscenze da antropologo, tracciando uno spaccato di vita contadina come la si viveva ai tempi della fanciullezza di Fra Lorenzo.

Il volume arricchito con bellissime foto d'epoca, prima di entrare nel vivo dell'argomento, descrive come si viveva a Sardara quando Fra Lorenzo vide la luce il 20 dicembre del 1919. Alla nascita, al futuro Fra Lorenzo, gli venne imposto il nome di Benvenuto e l'autore spiega che la sua venuta al mondo ebbe del miracoloso in quanto la madre, per un intervento chirurgico subito, non avrebbe potuto avere figli. Eliseo Lilliu, nel descrivere la fanciullezza di Benvenuto, descrive minuziosamente come si viveva nella maggior parte dei paesi della Sardegna in quel periodo e informa il lettore di tutte quelle usanze che riguardavano le difficoltà della vita quotidiana, come la semplice disponibilità dell'acqua, che si doveva approvivgionare attraverso cisterne, o trasportare con le botti dalle fonti dei dintorni. Inoltrandosi nel racconto, Eliseo Lilliu descrive come si articolava la vita familiare nella Sardara dell'epoca, spiegando con puntiglio tutte le varie vicissitudini del fanciullo, le usanze, le feste, le ricorrenze tristi e quelle festose del paese e come il popolo le viveva, ma ancora le tradizioni, la gastronomia ancestrale e di sussistenza dei primi del Novecento, sino alla fatidica decisione di Fra Lorenzo di farsi frate, che a 17 anni, accompagnato dal padre, si presenta al convento dei frati minori cappuccini e il primo religioso che incontra è Fra Nicola, ma era anche l'otto settembre, giorno della natività della Madonna, forse due coincidenze che portarono bene al neo frate. Fra Lorenzo, dopo aver fatto inizialmente il cuoco, diventa un bravo infermiere, impara l'arte della fotografia e si intende anche di elettricità ed è sfruttando queste conoscenze, che nel 1948 allestisce il suo primo Presepio artistico nel Convento Maggiore di Sant'Ignazio a Cagliari, con numerose scene automatizzate e azionate elettricamente, dove si susseguono una serie di effetti di luce e proiezioni di diapositive, che rendono il tutto molto suggestivo e vario.

Il libro affascina anche per il modo con cui l'autore è riuscito ad analizzare la personalità multiforme dell'umile fraticello che sino a pochi anni fa, amava ritirarsi in solitudine per un mese nel Monte Arcuentu, facendo l'eremita circondato dalla natura e dagli animali che gli tenevano compagnia.

Sono tante le testimonianze che Eliseo Lilliu riferisce nella biografia di Fra Lorenzo, dimostrando di conoscerlo profondamente, anche perchè per alcuni anni hanno vissuto nello stesso convento.

Eliseo Lilliu, oltre che scrittore, è stato iscritto anche all'albo dei giornalisti per dieci anni. Alcuni suoi libri sono stati autentici fenomeni editoriali come l'opera Santi, santini, immaginette, diventato un'autentica rarità libraria.

Nel periodo in cui era nel Convento di Sanluri, vi ha creato a proprie spese e diretto per dieci anni, il Museo dei Frati Minori Cappuccini. Inserito come sacerdote nella diocesi di Ales – Terralba, attualmente è parroco della chiesa di Sant'Antonio di Santadi, ma a Terralba, suo paese natale, nella propria casa di famiglia, ha allestito un pregevolissimo Museo Pinacoteca, che per sua volontà, quando morirà, diventerà Museo Civico Comunale.

L'opera di Eliseo Lilliu "Fra Lorenzo", è edita dall'E.P.D'O di Oristano in due formati: l'edizione normale, che  costa 25 euro, mentre quella di lusso, ne costa 50.

Gian Piero Pinna

 

“A viva voce”, Nuoro vista da Sandro Lecca

 Si intitola “A viva voce” il libro scritto da Sandro Lecca per raccontare il volto di una Nuoro dotata di uno straordinario patrimonio di risorse umane, di talenti, di progettualità, di esperienze, che non sempre la città – rileva l’autore – è stata  in grado di riconoscere, apprezzare e valorizzare.

Sandro Lecca è nato a Chiavari (GE) nel 1948, da genitori sardi. Si è laureato in Sociologia con una tesi sull’antropologia del dono in Sardegna. Dopo una permanenza di dodici anni a Cagliari ha diretto il Servizio Studi della Camera di Commercio di Milano, dove vive. La sua opera “La vecchiaia contadina” ha vinto nel 1981 il premio “Grazia Deledda”.

Il libro “A viva voce” presenta 24 racconti di uomini e donne nuoresi desunti dalle quasi 40 interviste narrative raccolte dall'Autore tra l'estate del 2013 e l'inverno del 2014. Il processo di produzione e di revisione dei testi è avvenuto in stretta collaborazione con i soggetti intervistati, che possono essere considerati i co-autori del libro.

Il progetto ha assunto quindi una prospettiva di ascolto basata sulla “storia di vita”, ovvero sulla narrazione del vissuto di città dei testimoni coinvolti, un vissuto fatto di ricordi, storie, relazioni, luoghi, sentimenti, riflessioni, desideri. I

Il libro è così una polifonia di “voci” diverse, ciascuna delle quali esprime la propria versione ed esperienza del “mosaico” Nuoro, una città oggi completamente calata nella modernità o post-modernità, ma che appare come sospesa tra il non più di un passato che non tornerà più e il non ancora di un futuro incerto. Una Nuoro dal presente inquieto, problematica, sofferente, un po' introvertita, che trasmette come un senso di incompiutezza permanente Ma anche una città nello stesso tempo ricca di intelligenze, risorse, patrimoni, memorie e idee, senso diffuso di appartenenza, che ne potrebbero rinnovare il volto e fare di Nuoro una “nuova terra” dell'abitare.

“A viva voce”, di Sandro Lecca, Edizioni Condaghes, Cagliari, 2015 - €. 18

 

 

 

 

 

“Inondati da Cleopatra” un libro di Giovanni Paolo Salaris

 “Inondati da Cleopatra”, non solo il racconto degli alluvionati e dei soccorritori, nel nuovo libro di Giovanni Paolo Salaris, scritto col linguaggio proprio dei romanzi dell’autore, ma anche le novità della ricerca storica sulla bonifica e i suoi protagonisti, condotta dallo scrittore nell’Archivio di Stato di Oristano e soprattutto nell’Archivio storico comunale di Terralba.

Salaris ha scovato documenti fino ad oggi inediti e che faranno molto discutere. L'opera si divide in due volumi: nel primo viene descritta l'alluvione come l'hanno vissuta i protagonisti; nel secondo vengono trattate le problematiche connesse.

"Terralba non voleva la deviazione del fiume e quindi “la grande bonifica” - spiega Salaris - ma solo il “rettilineamento” del fiume, il suo arginamento e il prosciugamento delle paludi, ma non degli stagni. Dopo la “fuga” di Porcella e Villafranca dal Comune, un nuovo Consiglio comunale votò all’unanimità “perché il fiume non venisse deviato ”dal suo alveo naturale” dove poi è tornato con l’alluvione del 2013".

Nel libro, che ha quasi il respiro di un romanzo, viene descritto anche il “peso” dell’omicidio di Villafranca sulle vicende politico-amministrative che precedettero la nascita della bonifica, gli attentati dinamitardi e minacce a mano armata, in seguito alla cessione dei terreni comunali alla SBS di Dolcetta,Villafranca, Pierazzuoli ed altri.

Ma si parla anche di un sindaco sospeso dal Prefetto perché accusato di essere responsabile del clima di terrore che si viveva a Terralba in quegli anni e  poi ancora di opere pubbliche ed edilizia privata sul letto del fiume, terreni sottratti al fiume e al Demanio, oltre a un piano di utilizzo in zona Su Ponti Nou, sospeso dal comune di Terralba nel 2013. perché i terreni che venivano ceduti al Comune come aree per servizi, risultavano invece di proprietà demaniale.

Un'opera, quella di Giampaolo Salaris, che non mancherà di suscitare molto interesse. Folto il calendario degli appuntamenti per la presentazione dell'opera, si comincia il 14 novembre, con inizio alle 18, nell'Oratorio Don Bosco di Uras: “Uras ricorda l’alluvione” vol. I: con letture degli attori di Sardinia Màskaras: Maria Bonaria Melis, Giovanni Paolo Salaris, Carlo Mereu, Donatella Angius, Fabiola Siddi, Tonio Pianu, che è stato anche uno dei soccorritori.

Domenica 15 novembre alle 17,30 Teatro civico. Terralba ricorda l’alluvione vol I: con letture degli attori di Sardinia Màskaras e dei testimoni, alluvionati e soccorritori: M. Bonaria Melis, Carlo Mereu, Donatella Angius, Fabiola Siddi, Giovanni Paoolo Salaris, Andrea Mussinano, Nicoletta Celegato, Gabriele Espis.

Sabato 21 novembre alle 17,30 “Riflettendo sull’lluvione” vol. II: presentazione a cura della redazione di Terralba ieri & oggi (Gian Franco Corda, A. Maria Melis); relazione degli studiosi Gesuino Loi e Francesco Sonis, del sindaco Pietro Paolo Piras e dell’autore Giovanni Paolo Salaris. Seguirà dibattito su rischio idrogeologico, le sue cause e le soluzioni: la bonifica e la deviazione del Rio Mogoro, opere pubbliche ed edilizia privata sul letto del fiume, opere di mitigazione programmate.

Gian Piero Pinna

 

“Al di là del MURO – Buoncammino”

 “Al di là del MURO – Buoncammino – Alla scoperta  dell’ex carcere di Cagliari” è il t

 

“Dizionario storico degli imprenditori in Sardegna”

 Sandro Ruju studia da molti anni la realtà economica, sociale e politica della Sardegna contempor

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I Sardi e la Resistenza, i partigiani di Ardauli

 “I Sardi e la Resistenza. Il contributo dei partigiani di Ardauli alla lotta di Liberazione. 194

 

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