Benvenuto nel Sito dell`Associazione Culturale  Messaggero Sardo

Novità in libreria

«La danza sotto il mare» di Franco Fresi

 Franco Fresi, ben conosciuto come scrittore e poeta, non è nato uomo di mare; è venuto anzi alla luce, e cresciuto, in una di quelle zone della Sardegna interna dove generazioni di nostri antenati, incalzati dai bisogni del campo e della casa, sono scesi nella tomba senza avere mai visto un’onda d’acqua salata.

Ma lo stazzo di famiglia, in territorio di Luogosanto, è tagliato in due da un ruscello, e fu lì che il bambino Fresi iniziò a prendere confidenza con l’acqua, e a scoprire che al di sotto della superficie c’è tutto un mondo ricco di segreti e di sorprese.

Poi, col tempo, come seguendo quella corrente, scese verso il litorale e scoperse quanto si può trovare andando oltre la spiaggia o gli scogli.

In realtà egli partecipò a quelle prime spedizioni balneari che si facevano anni fa dalle campagne, finita la mietitura, portando su un carro a buoi quello che poteva servire per accamparsi sulla sabbia. Il momento più suggestivo era quando, superato l’ultimo colle, la vista si allargava sulla superficie sconfinata: «Ed eccolo il mare, questa immensa pischina che ti toglieva il tuo con il suo respiro: enorme, sonante. Non c’è cosa che mi è rimasta in memoria come la vista del mare per la prima volta».

Il racconto di questo incontro, e di come si è consolidato poi in un rapporto che dura da tutta una vita, Franco Fresi lo ha fatto in un libro pubblicato di recente dalle edizioni Ediciclo di Portogruaro, col titolo «La danza sotto il mare» e il sottotitolo «Piccole storie sommerse di un poeta pescatore» (90 pagine, euro 8,50).

Dopo quelle prime giornate sulla spiaggia il contatto con la distesa marina si venne infatti facendo sempre più intenso e profondo. Era in corso la «scoperta» delle bellezze del litorale isolano, e Fresi ebbe modo di visitare tratti sempre più ampi della costa gallurese; da studente fu poi a La Maddalena, dove la famiglia che lo ospitava gli offriva la possibilità di «uscire» a pescare in barca. Contribuirono poi il fidanzamento e il matrimonio, perché il neo pescatore si univa a una maestra che ereditava dal padre una bella casa nel centro storico di Alghero: la scoperta della Costa del Corallo offrì altre esplorazioni, altre sorprese.

Il libro è il racconto degli episodi di questa lunga avventura, vissuta parte in barca parte come subacqueo. C’è la volta in cui scoperse un polpo che si agitava in modo insolito, e a ben guardare era impegnato in un rapporto sessuale con una compagna; o la volta in cui scese, in compagnia dell’amico Domenico Antonetti, a visitare la mitica «città delle cernie» che si trova nei pressi dell’isola di Lavezzi, affacciata sulle Bocche di Bonifacio.

Il pretesto per l’«uscita» o l’immersione era solitamente quello della pesca; ma spesso la frenesia di uccidere e catturare si attenuava per lasciare il posto al desiderio di conoscere un mondo e i suoi personaggi, alla ricerca, si direbbe, dei lati umani di esseri così lontani da noi, e di stabilire nonostante tutto una sintonia, una simpatia anche. Tutto questo perché il rapporto col mare era filtrato dalla profonda umanità dell’autore, ulteriormente affinata dal suo sentire di poeta.

Salvatore Tola

 

“Majalza” il nuovo romanzo di Pinuccio Becca

 Dopo “Teraca” il romanzo d’esordio incentrato sulla condizione, le esperienze e le vicissitudini di una giovane ragazza presa a servizio presso una famiglia benestante di una nota città del nord Sardegna, che potrebbe essere Ozieri, Pinuccio Becca esce con un’altra storia ambientata nella stessa moderna cittadina. Il periodo storico in cui si svolge questa vicenda è quello dei “mitici anni sessanta” i cui suoni e racconti di vita quotidiana, ricorrono di tanto in tanto attraverso intriganti divagazioni che l’autore si concede, durante il dipanarsi del racconto.

Un racconto che, dopo gli scenari iniziali piuttosto forti con la descrizione della relazione peccaminosa fra una donna “vedova bianca” e il parroco, assume le caratteristiche di un vero e proprio giallo con colpi di scena, delitti e avvenimenti sovrannaturali che soggiogano il lettore sino a scoprire misteriose circostanze di morte o di scomparsa di persone e persino di un bambino.

La protagonista è una bambina, Battistina, chiamata dai suoi compaesani con l’appellativo di “Majalza” cioè la fattucchiera. Essa è dotata di poteri magici e misteriosi che le appartengono sin dal suo peccaminoso concepimento ad opera di un ministro di Dio che ha ceduto alle lusinghe della lussuria e del peccato. Essa si trova coinvolta in avvenimenti agghiaccianti che sconvolgono la tranquilla esistenza della cittadina sarda, provocando indagini e ricerche non solo da parte dei vertici ecclesiastici, ma soprattutto dalle Autorità di pubblica sicurezza. E per la risoluzione del giallo sarà determinante la sua preveggenza che ha componenti mistico-diaboliche derivanti dalla tragica scomparsa del suo genitore, annientato da una maledizione divina.

   In questo ingarbugliato contesto Battistina si rivela messaggera di segni provenienti dal mondo delle anime vaganti, diventando il tramite della lotta fra il Bene e il Male. Un romanzo che si legge tutto d’un fiato e che porta alla luce uno spaccato di vita che sicuramente farà tornare indietro nel tempo tutte le persone della generazione Anni sessanta. (Majalza, Viola Editore – Roma)

Diego Satta

 

 

“Astronomica” di Giovanni Campus

 “Ora Lilliu parla con i prìncipi./ Ha navigato il mare che circonda/ il nostro mondo, attraversando l’onda/ tranquilla della morte, sulla nave/ d’Etruria dalla protome di cervo/ e il gabbiano dall’ala/ serena, che sorvola/l’ultima riva lieve, e ti conduce/ al di là di ogni tempo,/fino all’isola Ichnusa, solitaria / terra silente di vulcani spenti e di memorie…”. Così canta Giovanni Campus in occasione della  scomparsa di Giovanni Lilliu. Inserita nella raccolta di poesie “Astronomica", edita da Edes, può essere la chiave per accedere al nuovo statuto poetico del poeta. Che, del resto, proprio nuovo non è se si considera che l’assunto cosmico, astronomico di questo nuovo libro è conseguente ad una profonda ricerca nel campo dell’archeologia,indispensabile perché la solitudine dolorosa dell’uomo di oggi trovi, tanto nell’indagine storica sulle sua prima comparsa sulla terra che nella magnificenza impenetrabile del creato, un salutare conforto. Qui la presenza di Lilliu assume due ruoli: quello metaforico,  dell’uomo che,  scavando tra le antiche pietre, estrae il suo stesso destino di sopravvivenza, e quello simbolico della sua ineluttabile resa all’onda indifferente della morte. La poesia di Campus, come tutta la buona poesia, è complessa ma accessibile: fa capire cosa il poeta sta indagando e quali sono i suoi interrogativi ai quali sa di non poter rispondere. Ma è forse proprio in questa impossibilità di avere risposte certe che sta il valore della poesia. La sicurezza di non poter avere conferme rende più raffinata e libera la sua necessità “filosofica” di conoscenza. <<Crescendo, nell’adolescenza, – afferma lui stesso,–l’interesse per l’astronomia si è mescolato, in me, con il nascere dei grandi interrogativi esistenziali sulla condizione umana nell’universo: una condizione profondamente misteriosa, a cui la religione e le filosofie cercano di dare qualche risposta>>. Ed è a questo punto che Giovanni Campus si rivolge ad un’altra disciplina alla quale non tutti possono chiedere rimedio: la poesia, appunto, il cui miracoloso sortilegio ha il potere, quando la di usa con raffinata pertinenza, di porsi come faro salvifico anche contro il bisticcio di venti diversi. Nato a Cervia da famiglia sarda, Campus ha frequentato il liceo a Sassari e si è laureato a Cagliari in Lettere Classiche. Ha scritto, prima di questa raccolta poetica, le sillogi “Mediterranea” (Edes 2003) vincitrice il Premio Dessì; “Salmo notturno” (Laterza 1984), finalista al Premio Viareggio; “Quotidiana” (Edes 2007) e “Poeti in assemblea” (Edes 2010). Ha insegnato nei licei e vive a Roma.

Franco Fresi

 

“Il dio di Auschwitz” di Natalino Piras

 “Il dio che sta ad Auschwitz. Sonata di viaggio” (176 pagine, 14 euro) scritto da Natalino Pir

 

“Silenzi nella natura, nella vita, nell’arte” di Bernardo De Muro

 “Silenzi nella natura, nella vita, nell’arte”: questo il titolo del nuovo libro di Bernardo

 

Lina Aresu e la storia del suo antenato missionario

  “Cronaca di un caso atroce di Amok registrato nell'aprile 1645 nelle Filippine” (L’Impronta

Leggi tutto: Lina Aresu e la storia del suo antenato missionario
 

Pagina 8 di 30

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalita illustrate nella pagina di policy e privacy.

Chiudendo questo banner , scorrendo questa pagina,cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all`uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Pubblicità big

Archivio

In questa sezione potrai trovare tutti i numeri del "Messaggero Sardo" dal 1969 al 2010

Archivio Nuovo Messaggero Gds Online...

Circoli

Elenco completo di tutti  i circoli sardi in Italia e nel Mondo, le Federazioni e le Associazioni di tutela.

Sport

Le principali notizie di tutti gli sport.

In Limba

Le lezioni in limba, il vocabolario e le poesie in limba.

doğal cilt bakımı doğal cilt bakımı botanik orjinal zayıflama ürünleri doğal eczane avon