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Il romanzo storico d’appendice “Ritedda di Barigau. Bozzetto ogliastrino” del maestro Marcello Cossu (Semèstene, 1845 - Lanusei, 1895) fu pubblicato in prima edizione nel 1885. Il testo si inquadra nella vasta produzione letteraria destinata al popolo che anche in Sardegna conobbe vasta fioritura tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento: i modelli erano il romanzo storico (in Scozia Walter Scott e in Italia Alessandro Manzoni; proprio in questi giorni il quotidiano di Sassari “La Nuova Sardegna” sta ripresentando le più famose opere fra storia e fantasia scritte dai narratori sardi: tra questi “Elodia e la repubblica sassarese” di Marcello Cossu) e il romanzo d’appendice (in Francia Pierre Alexis Ponson du Terrail e in Italia Carolina Invernizio, Voghera 1851 – Cuneo 1916).
“Se devo scrivere poesie ora che invecchio / voglio vederle scorrere, perdersi in altri corpi / prendere vita e nel frattempo splendere sulle cose vicine, / tenermi compagnia come le cipolle sbucciate nella luce / mentre preparo un brodo con gli occhiali offuscati /appunto un verso su un foglio e a volte mi ferisco / scambiando la penna col coltello”.
Basterebbe imbattersi in questa poesia, aprendo il libro a caso, per scommettere che “Salva con nome “, la nuova raccolta di poesie di Antonella Anedda, uscita per Mondadori, sia una silloge di autentico valore. In questi sette versi c’è tutto quello che la poesia vera dovrebbe essere, avere, e dare: tanto fluida da scorrere in un ampio orizzonte; tanto generosa da perdersi in altri corpi diventando tessuto e sostanza di essi; quasi annullandosi per diventare anima e sangue degli “altri”, di tutto ciò che è altrui; ma allo stesso tempo restare accanto a chi l’ha creata, illuminare le cose vicine, spogliandosi così di ogni lusso inutile per “restare a casa” senza gli abiti della festa, a portata di mano di chi ha voluto farla nascere e darle vita.
Il libro “Ammentos e faeddos de Cuglieri. Ricordi, modi di dire e parole da conservare”, di Francesco Luigi Sotgiu, (Aipsa edizioni 2012, 181 pagine, € 20,00) è un’opera difficilmente classificabile come genere, a cavallo tra saggistica e letteratura.
La prima parte, “Ammentos”, è caratterizzata da una scrittura piana e lineare: nello svolgersi del racconto l‘autore introduce alcune riflessioni e considerazioni che non alterano il ritmo narrativo e non disturbano la lettura.
Sotgiu è nato a Cuglieri nel 1949 e racconta vicende del suo paese di origine sino alla metà degli anni ’70 quando, dopo gli studi universitari a Cagliari, decide di stabilirsi nel capoluogo.